Chi sono e chi vorrei essere: il gap che genera frustrazione

L’unica maschera che dovremmo indossare è quella di noi stessi. E non solo a Carnevale.

C’è un aspetto di cui si parla poco, ma che pesa tantissimo.
Ed è spesso il vero motivo per cui i buoni propositi diventano fonte di frustrazione.

Il gap tra chi sono oggi e chi vorrei essere.
Tra ciò che so che mi farebbe bene, per la mia salute fisica e mentale, e ciò che, nella pratica, riesco davvero a fare.
Tra il “vorrei fare” e il “posso fare”.
O, più onestamente ancora, tra il “vorrei” e il “non voglio (abbastanza)”.

Questo spazio vuoto, questo scarto continuo tra l’ideale e il reale, è ciò che ci logora.
Non il fatto di non essere perfetti.
Ma il sentirci costantemente in difetto rispetto a un’immagine di noi che sembra sempre un passo più avanti.

Il problema non è chi siamo. È la maschera che cerchiamo di indossare.

Siamo in periodo di Carnevale.
Il tempo delle maschere, dei travestimenti, del “fare finta di essere qualcun altro”.

E forse non è un caso.

Perché spesso, anche nella vita di tutti i giorni, facciamo la stessa cosa.
Indossiamo maschere fatte di aspettative, paragoni, modelli irraggiungibili.
Cerchiamo di assomigliare a qualcuno che non siamo:
più performanti, più motivati, più disciplinati, più “giusti”.

Ma quella versione ideale, iper-motivata, costante, sempre sul pezzo, esiste molto più su Instagram che nella vita reale.

E più cerchiamo di assomigliarle, più il gap si allarga.

Non serve annullare il gap. Serve ridurlo con verità.

La soluzione non è diventare all’improvviso quella versione perfetta.
La soluzione è togliere la maschera.

Smettere di chiederci: “Chi dovrei essere?”
E iniziare a chiederci: “Chi sono, davvero, in questo momento della mia vita?”
La vera motivazione non nasce dal senso di colpa. Nasce dal desiderio autentico di stare bene.

Una motivazione che ci accompagna, giorno dopo giorno, a ridurre quel gap. Anche solo di poco.
Non tutto. Non subito. Ma abbastanza da sentirci più allineati.

Perché quando ciò che facciamo è più vicino a ciò che siamo, e a ciò che ci fa davvero bene, la fatica pesa meno. La costanza arriva più facilmente. Ma soprattutto, la felicità diventa più accessibile.

Lasciamo le maschere al Carnevale.

Forse il vero obiettivo di questo periodo dell’anno non è “cambiare vita”.
Ma smettere di vivere nello scarto continuo tra aspettative e realtà.

Accettare che non tutto si può fare, non tutto si vuole fare, e va bene così.

E iniziare invece a chiederci: Qual è la cosa più piccola, più sostenibile, che posso fare ora per assomigliare un po’ di più a me?

Lasciamo le maschere al Carnevale.
Nella vita di tutti i giorni, proviamo a fare una cosa molto più rivoluzionaria: essere noi stessi.

È lì che nasce la vera motivazione.
Ed è lì che, lentamente, il gap smette di far male.

Con affetto,
Maria Luisa
Allyoucanfit 

Prendersi cura di se
Maria Luisa Valente

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